sabato 26 marzo 2016

Recensione libro "Sei personaggi in cerca d'autore" di Luigi Pirandello

Ciao a tutti!
Wuuu, bene bene, nuovo libro finito, nuova recensione tutta per voi! Stavolta parliamo di un classico (ed io AMO i classici - cioè, me ne piacciono davvero tanti) italiano che sono sempre stata curiosa di leggere ma al quale non mi sono avvicinata prima di queste vacanze pasquali. Quindi, non mi resta che farvi sapere che cosa ne penso ;).


Titolo: Sei personaggi in cerca d'autore
Autore: Luigi Pirandello
Editore: Mondadori
Prezzo: €4,50

Trama: Su un palcoscenico una compagnia di attori prova la commedia 'Il giuoco delle parti'. Irrompono sei individui, un Padre, una Madre, il Figlio, la Figliastra, il Giovinetto e la Bambina, personaggi rifiutati dallo scrittore che li ha concepiti. Essi chiedono al Capocomico di dare loro vita artistica e di mettere in scena il loro dramma. Dopo molte resistenze la compagnia acconsente alla richiesta e i personaggi raccontano agli attori la loro storia perché possano rappresentarla. Il Padre si è separato dalla Madre, dopo aver avuto da lei un Figlio. La Madre, sollecitata dal Padre, si ricostruisce una famiglia con il segretario che lavorava in casa loro e ha da lui tre figli: la Figliastra, la Bambina e il Giovinetto. Morto il segretario la famiglia cade in miseria, tanto che la Figliastra è costretta a prostituirsi nell'atelier di Madama Pace, dove la Madre lavora come sarta. Qui si reca abitualmente il Padre. Padre e Figliastra non si riconoscono e l'incontro viene evitato appena in tempo dall'intervento della Madre. Tormentato dalla vergogna e dai rimorsi, il Padre accoglie in casa la Madre e i tre figli. Ciò provoca il risentimento del Figlio e la convivenza diventa insostenibile. Tra gli attori e i Personaggi si apre ben presto un contrasto insanabile. Gli attori, nonostante gli sforzi, non riescono a rappresentare il dramma reale dei Personaggi, i loro sentimenti fondamentali, il vero essere di ciascuno: il dolore della Madre, il rimorso del Padre, la vendetta della Figliastra, lo sdegno del Figlio. Sulla scena tutto appare falso. Questa incomunicabilità, che rende la vita autentica irrappresentabile, culmina nella scena finale in cui la storia finisce in tragedia, senza avere la possibilità di comprendere se essa sia reale o no.

Recensione: Credo che per descrivere quest'opera teatrale basti una sola parola: disarmante.
Disarmante perché, mentre lo leggevo, non ho fatto altro che sentirmi sempre più piccola, sempre più insignificante rispetto a tutto il resto. Con il dramma di questi personaggi che nessuno sarà mai in grado di rappresentare esattamente per quello che è, mi sono resa conto che (come ha cercato di farci capire Pirandello con le sue opere), alla fine, ogni uomo è solo, lasciato inerme davanti alla potenza della vita stessa, che nessuno potrà mai controllare totalmente.
È impossibile identificarsi completamente in un singolo personaggio, perché sono tutti accomunati dal dolore del dramma che irrimediabilmente li unirà fino alla fine. Un dramma che, a seconda del personaggio/persona, porta alla morte o alla pazzia, alla perdita di quelle poche cose che tengono la mente umana unita solidamente alla sua parte più razionale, per diminuire l'impatto della passionalità dell'uomo.
È come se quei personaggi cercassero qualcuno che li facesse vivere e morire una volta per tutte, come se la loro storia fosse un circolo che non potrà più ripetersi. Perché la storia che quei personaggi vogliono raccontare è la loro storia, la loro vita, che nessun altro, neppure gli attori della compagnia teatrale, potranno rappresentare fedelmente in ogni più piccolo particolare.
Proprio quest'ultimo punto mi ha confermato ciò che penso da sempre: ogni persona è (grazie al cielo) diversa dalle altre, unica; ogni uomo ed ogni vita è un tesoro inestimabile; ogni storia è diversa dalle altre e nessuno potrà mai capire i suoi simili fino in fondo, proprio a causa del fatto che non ha vissuto ciò che gli altri hanno passato. Di conseguenza ne deriva una incomprensione costante, nonostante alcuni cerchino di immedesimarsi davvero in chi soffre. È qualcosa di impossibile che non avrà mai soluzione. Non è una conduzione infelice dell'uomo e della sua esistenza; è semplicemente la realtà dei fatti che nessuno potrà mai cambiare e che ogni uomo dovrebbe cercare di accettare per ilconvivere con quello che ha.
Tutto questo è soltanto un pensiero mio, confermato proprio dalla lettura di questa piccola opera teatrale che da oggi in poi considero un must per chi ama leggere.
Si legge velocemente perché è breve e perché lo stile è semplice e diretto; stile (e, prima di tutto autore) che riesce a descrivere a tutto tondo ogni personaggio con poche r semplici parole. Si capisce bene però solo dopo aver chiaro il pensiero di Pirandello (ringrazio il fatto che lo sto studiando per italiano proprio in questi giorni di vacanza).
Spero di avervi invogliato a leggerlo (merita davvero, fidatevi). E non lo dico solo perché sono una che adora leggere classici. Lo dico soprattutto perché penso che, quando un libro aiuta a riflettere, bisogna che faccia parte del proprio bagaglio. E non intendo solo quello culturale. Intendo anche quello della vita stessa e di come ogni persona la vive e la vede. Consideratelo come un mezzo, un aiuto in più per muovere meglio i vostri passi.
Detto questo, per oggi chiudo qui (e pensare che ho scritto tutta questa recensione in macchina - sto andando a Genova - ahahah ;)). A presto carissimi!
Un bacione, Letizia! <3

Il mio voto:


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